È scomparso il Colosseo

È scomparso il Colosseo

Una fiaba di Micaela Carbonara e Fabrizia Puca, illustrata da Irene Petrunti.

A Roma, non molto tempo fa, accadde un fatto molto strano: il Colosseo in una splendida notte di luna piena scomparve. Che fine aveva fatto il monumento che ogni giorno turisti da tutto il mondo venivano ad ammirare? La notizia si sparse in tutta la città.

Luna e Colosseo

Polizia, giornalisti, investigatori, studiosi e scienziati corsero a vedere il grande buco lasciato dal Colosseo. Chi poteva averlo preso? Qualcuno pensò addirittura che ad averlo rubato fosse stato il fantasma di un antico imperatore romano che voleva festeggiare lì il suo compleanno con spettacoli di gladiatori e belve feroci. Ma erano solo ipotesi. Nessuno ne sapeva nulla.

Sole non trova Colosseo

Confuso fra la folla c’era Giulio. Fra le sirene della polizia e i flash dei fotografi, lentamente si allontanò pensando fra sé e sé che nonostante fosse solo un piccolo limone giallo venuto dalla Sicilia avrebbe risolto lui un caso tanto misterioso! Cominciò quindi a girare tra i vicoli della città per scoprire se qualcuno avesse visto qualcosa di sospetto.

Giulio confuso fra la folla

Dopo alcune ore, Giulio stanchissimo si sedette sugli scalini di una chiesa e si addormentò un po’ triste perché non aveva scoperto ancora nulla. All’improvviso sentì una piccola mano grassottella che lo scuoteva e subito si svegliò impaurito. Davanti a lui vide un bambino che fissandolo disse:«Io sono Guglielmo e so che fine ha fatto il Colosseo, perché quella famosa notte di luna piena ho visto tutto dalla finestra della mia camera».

Giulio stanco

Quindi prese per mano Giulio e lo portò con sé in una piazza con al centro una bella fontana. «E ora …?». Giulio non fece in tempo a finire la frase che improvvisamente apparve una scala luccicante fatta di stelle splendenti che li portò su in alto nel cielo fino alla Luna: e fu lì che videro il Colosseo, solo e sconsolato.

Giulio e Guglielmo salgono la scala

I due piccoli investigatori andarono di corsa dalla Luna che li accolse sconsolata: «Ho preso io il Colosseo perché mi sentivo sola e speravo che se lo avessi portato qui tutti i turisti che vanno ogni giorno a visitarlo avrebbero fatto un po’ di compagnia anche a me». Giulio e Guglielmo spiegarono alla Luna che la casa del Colosseo era Roma e non poteva stare da nessuna altra parte.

Luna, Guglielmo e Colosseo

Dopo aver confabulato un po’ proposero alla Luna un accordo: l’avrebbero aiutata a costruire un museo spaziale dove poter ospitare capolavori provenienti da tutti i paesi del mondo. Da ogni parte della galassia sarebbero accorsi sulla Luna per vedere quel museo meraviglioso e lei finalmente non si sarebbe più sentita sola. La Luna accettò!

Giulio e Guglielmo confabulano

Tutti i capi di governo della terra si riunirono e firmarono un documento in cui si impegnavano ad offrire in dono un’opera d’arte al nuovo museo della Luna. Ci volle un po’ di tempo e si faticò senza sosta giorno e notte, finché fu realizzato uno dei più bei musei mai visti fino ad allora. Da quel momento la Luna non fu più triste perché migliaia di turisti arrivavano felici a farle compagnia dai luoghi più sconosciuti e lontani.

Turisti sulla Luna

Per la gioia di tutti il Colosseo tornò finalmente alla base e Giulio e Guglielmo con una festa ricevettero una coppa e il premio speciale di ‘supereroi dell’arte’.

Giulio, Guglielmo e trofeo

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Giulio e Gugliemo con mantello