Vuoi giocare con Van Gogh, scopri perchè il tavolo di Roulin non è color legno

C’è un uomo dall’uniforme turchina e gallonata, dalla scritta cubitale sul berretto. Ha una barba molto ispida e spinosa che contrasta con la carnagione rosea e gli occhi celesti. La sua posa è innaturale e le mani non sono ben definite, anzi sembrano quasi deformi.

Di chi si tratta?

È il Ritratto del postino Roulin (1888, Boston, Museum of Fine Arts) di Vincent Van Gogh (Zundert 1853 – Auvers-sur-Oise 1890), autore di uno dei quadri più amati al mondo: i Girasoli.

Van Gogh, tanto conosciuto e apprezzato oggi e tanto poco al suo tempo, cosa vuole raccontare di questo signore?

Roulin è chiaramente un postino, ce l’ha scritto sul cappello il suo mestiere e indossa l’uniforme da lavoro. Ma Van Gogh non ritrae Roulin perchè è un postino e neppure perchè lo interessa come tipo umano, sono i colori e la loro capacità di espressione a interessarlo.

Vedi qualcosa intorno a Roulin?

Non c’è molto, il pittore non divaga nella descrizione della camera: il fondo è una parete imbiancata, della sedia di vimini si vedono solo i braccioli e il sedile, della tavola solo lo spigolo su cui appoggia il braccio.

Perchè la tavola è verde? E perchè gli spigoli sono segnati in blu?

Il verde fonde le domininanti del quadro: giallo e blu e gli spigoli sono blu come la tunica. In fatto di reciproca influenza tra i colori Van Gogh ha imparato da un gruppo di artisti molto importante: gli Impressionisti. Ma a differenza di quest’ultimi il pittore olandese non è  interessato all’effetto visivo prodotto dall’accostamento di colori differenti, ma vuole far emergere gioie e dolori della vita per mezzo dei rapporti di forza tra i colori. Non gli importa che i colori siano verosimili, ma che siano espressione del suo stato d’animo.

Guarda ora l’accostamento stridente dei colori, l’andamento spezzato dei contorni, il ritmo serrato delle pennellate ed ecco il quadro come un insieme di segni animati da una forte vitalità. Le emozioni si concretizzano nei colori e animano il dipinto, che così prende vita.

Tra gli incontri stimolanti oltre agli Impressionisti c’è anche Gauguin …

Del pittore che diventa anche suo amico, Vincent prende un’altra ispirazione: la stesura del colore a grandi tinte piatte, senza sfumature.

Sin da piccolo Van Gogh manifesta una sensibilità straordinaria ...

Figlio di un pastore protestante e di una signora che disegna molto, il piccolo Vincent fa qualche scarabocchio.

Bambino selvatico, ama la solitudine o forse vorrebbe fare amicizia con qualcuno, ma non ci riesce. All’età di 11 anni il padre lo manda in collegio dove prova una forte nostalgia della famiglia e si intristisce.

Adolescente lo zio lo fa assumere da Goupil un commerciante di riproduzioni di quadri che ha gallerie d’arte in diverse città d’Europa, così inizia a viaggiare. A vent’anni continua a non sapere cosa desidera e il suo lavoro non gli piace più. Negli anni successivi decide di seguire studi teologici e si dedica ai poveri, ma non si limita ad aiutarli, vive come uno di loro. Crede che solo così capirà cosa provano. Vive tutto in modo eccessivo, non ci sono filtri nè barriere tra Vincent e il mondo.  

Al fratello Theo che lo invita a riprendere in mano la sua vita Vincent scrive...

“Come chiunque altro io sento il bisogno di una famiglia, di amicizie, di affetto; non sono fatto di sasso e di ferro, come un idrante o un lampione”.

Nel frattempo accade qualcosa: inizia a disegnare. Continua a essere disorientato, ad intraprendere relzioni che falliscono e a sbagliare, ma non smette di esercitarsi con il pennello.  

Così ha inizio la sua avventura con i colori!

Mettiti in gioco: stampa il ritratto del Signor Roulin in bianco e nero e dai sfogo alle tue emozioni con i colori. Non è necessario utilizzare gli stessi colori utilizzati da Van Gogh, ma è importante che tu ti senta libero di scegliere le tinte che meglio esprimono il tuo stato d'animo!

 

 

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