Cos’è il disegno di un bambino?

C’è una macchina di un rosso molto acceso, gli interni sono arancioni come il sole, il vetro anteriore e quello laterale sono bianchi. Si vede il motore. I fanali e il paraurti sono azzurri, lo sfondo è blu. Ci sono macchie di colore dai contorni imprecisi.

Di cosa si tratta?

È Rusting Red Car in Kuau (1984, collezione privata) di Jean-Michel Basquiat (New York, 1960 – New York, 1988).

Come sono i colori?

Irreali, come irreale è la macchina che sembra uscita da un cartone animato.

Perchè un artista di 24 anni, che dovrebbe avere una certa manualità, disegna in modo così elementare?

Basquiat non riceve una formazione accademica, ma disegna sin da bambino e con la madre visita spesso i principali musei di New York. Jean-Michel cresce a pane e cartoni animati e vuole fare il fumettista. Da grande continua a disegnare come un bambino perchè sente di potersi esprimere più liberamente, senza vincoli.

Come inizia?

Inizia giovanissimo con i graffiti per le vie di New York, firmandosi con lo pseudonimo SAMO. In quegli anni la strada è il luogo dove vive quando scappa di casa. È un po’ monello, ma soffre per la separazione dei genitori, che l’ha costretto a vivere con un padre autoritario e a separarsi da una madre con problemi psichici. Già a diciassette anni ha le idee molto chiare, al suo rientro a casa dopo l’ennesima fuga dirà al padre “un giorno diventerò molto, molto famoso”. Il suo idolo è Warhol, il maestro della Pop art, con il quale riuscirà a  lavorare insieme. Agli esordi rappresenta le cose della strada: macchine, case e i giochi dei bambini. Quando gli intellettuali di Soho si accorgono dei graffiti di SAMO, Basquiat viene allo scoperto e molto rapidamente raggiunge il successo.

Di cos'è fatto il mondo di Basquiat?

Jean-Michel è immerso nella cultura popolare, mentre lavora tiene abitualmente accesa la tv sui canali dei cartoni animati, rimane affascinato da alcuni super eroi della Marvel. Ed ecco il suo olimpo di super eroi, fatto di sportivi e musicisti neri che diventano protagonisti in alcune delle sue opere.

Il suo mondo però non è fatto solo di cartoon e super eroi, ma anche di pittori del Novecento e di Leonardo, di musica hip hop, di jazz e di rock, di graffiante letteratura americana e di Bibbia. Basquiat passa dalla pittura alla scrittura ai cartoon, senza gerarchie tra alto e basso, tra mondo adulto e quello infantile.

Tutto quello che c’è nelle sue opere non è sempre decifrabile, ma è molto intimo e contraddittorio. In lui c’è una totale identificazione con il proprio lavoro, anche fisica: è noto che Jean-Michel dormiva sui suoi lavori, ci camminava sopra e ci annotava appunti e numeri di telefono.

Come si esprime?

In maniera del tutto soggettiva. Qui non c’è una macchina oggettivamente rappresentata, ma un’interpretazione emotiva di uno dei temi della strada a lui più cari.

 

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