Galleria Borghese. Caccia al tesoro!

Oggi ti propongo una caccia al tesoro, prima di iniziare ti suggerisco di aprire bene gli occhi perchè potrebbe parlarti un quadro, una statua o un affresco e potrebbe trovarsi molto in alto oppure al pavimento.

Non saranno le opere più conosciute a venirti incontro, ma le piccole e grandi meraviglie di cui si racconta meno.

Io ti indicherò le sale dove troverai i tuoi nuovi amici, loro si presenteranno e tu dovrai riconoscerli e capire dove si trovano.

E ora via, che l’avventura abbia inizio!

Salone Mariano Rossi (salone d’ingresso)

Ehilà attento, sto per caderti addosso con il mio cavallo! Mi chiamo Marco Curzio, sono un soldato romano e ho sacrificato la mia vita buttandomi in una fossa del Foro, per salvare il popolo romano da una brutta profezia. A scolpirmi è stato il padre del famoso Gian Lorenzo Bernini, Pietro che qui ha utilizzato lo stucco, materiale malleabile e facile da lavorare.

Ma non ci sono solamente io, c’è anche il mio cavallo imbizzarito che invece è antico (I-II sec. d.C.) ed è stato fatto con il marmo, materiale duro e difficile da lavorare. 

Dove sono? Mi hai riconosciuto?

Ciao, quanto sei piccolo! Io in confronto a te sono gigantesco. Sono Bacco (chiamato dai Greci Dioniso), dio del vino, per questo tengo in mano dei bei grappoli d’uva. Ho anche una corona d’edera in testa. Sono figlio di Zeus (re degli dei) e di una mortale, Semele, sono stato allevato da ninfe e satiri nei boschi e ovunque sono stato ho portato in dono la conoscenza del vino. Tu l’hai mai assaggiato? Forse no, sei ancora troppo piccolo.

Sono una statua antica (I sec. d.C.) e sopra la mia testa c’è un drago.

Dove sono? Mi hai riconosciuto?

Ragazzo attento, anch’io sono gigantesco come Bacco, ma non sto fermo come lui, anzi sto per sferrare un colpo con il mio bastone! Sono un Satiro combattente, una creatura dei boschi, dicono di me che sono un po’ selvaggio e aggressivo. Di solito noi satiri abbiamo un corpo umano, mentre orecchie, coda e zampe sono caprine.

Sono una statua antica (I sec. d.C.), ma la mia testa è stata restaurata da Gian Lorenzo Bernini nel ‘600, sopra di essa c’è un’aquila.

Dove sono? Mi hai riconosciuto?

Giovane amico, aguzza la vista e cercami in alto. Mi chiamo Romolo, sono il fondatore leggendario della città di Roma. Mi trovi nell’affresco (pittura eseguita sull'intonaco ancora fresco del muro) che decora la volta, realizzato negli anni ’70 del Settecento. L’autore, Mariano Rossi, mi ha ritratto in ginocchio e con le braccia tese accanto a Giove (Zeus per i greci), che mi sta accogliendo nell’Olimpo. Al di sotto di Giove, il condottiero con scudo e spada tra le mani è Furio Camillo, l’eore che ha liberato Roma dall’invasione dei Galli.  Ma non ci siamo solo noi, l’affresco è ricco di tanti personaggi vivaci e in movimento, che sembrano addirittura caderti addosso. Alla mia sinistra la Giustizia, la Fedeltà, l’Onore e poco oltre la Verità svelata dal Tempo sono figure allegoriche (con l’allegoria un concetto astratto viene espresso attraverso un’immagine concreta, il Tempo è una figura maschile con barba e capelli bianchi).

Dove sono? Mi hai riconosciuto?

Non ti scordar di noi! Siamo gli uccellini, gli animali e le piante che, con i nostri colori, dai toni più tenui rispetto a quelli della volta, popoliamo le pareti del salone. Anche noi siamo settecenteschi! 

Dove siamo? Ci hai riconosciuto?

Sala con Caravaggio (con l’ingresso alle spalle, procedi verso sinistra)

Ciao, io sono un satiro danzante (II sec. d.C.) e come la maggior parte dei satiri ho le orecchie a punta e una codina. Sono stato restaurato nel Settecento dallo scultore Bertel Thorvaldsen che ha sostituito il flauto con i crotali, strumenti musicali simili a piatti. Da quel momento in poi, come puoi immaginare, faccio una musica ben diversa! Tu suoni uno strumento musicale?

Dove sono? Mi hai riconosciuto?

 

 Sala egizia

Che emozione cavalcare un delfino, hai mai provato? Io sono un satiro, tu hai già incontrato i miei simili, ma io rispetto a loro ho un volto dai lineamenti più delicati, perchè la mia testa è stata restaurata nel Cinquecento. Sono una statua antica (I sec. d.C.), in passato ho provocato un particolare interesse in un artista molto importante: Raffaello. Che soddisfazione! Lo conosci? È uno dei pittori più importanti del Rinascimento italiano! Ti svelo un segreto: qui nella villa c’è qualcosa di Raffaello!

Dove sono? Mi hai riconosciuto?

 

Sala con Enea, Anchise e Ascanio

Ehila io sono la Verità svelata dal tempo, non passo inosservata, sono gigantesca, ho un piede su una palla di pietra e un sole nella mano destra.

A scolpirmi è stato Bernini, alla metà del Seicento, con l’obiettivo di dire che con il tempo la sua bravura avrebbe avuto il giusto riconoscimento,  malgrado lo scarso apprezzamento di papa Innocenzo X Pamphilj. E così è stato! Anche in vita Bernini ha avuto un gran successo, ha lavorato per diversi pontefici ed è stato chiamato perfino alla corte francese di Luigi XIV, Re Sole.

Dove sono? Mi hai riconosciuto?

 

Sala dell’Ermafrodito

Eccomi, mi vedi? Sono quel fanciullo che dorme, mi chiamo Ermafrodito, sono nato dall’unione di Ermes e Afrodite e ho dei tratti molto delicati, un pò femminei. Sono del I sec. d.C., ritrovato nel 1781 e restaurato da Vincenzo Pacetti, autore del materasso. L’Ermafrodito più illustre con il materasso realizzato da Bernini che io ho rimpiazzato, oggi è al Louvre insieme al resto della collezione d’antichità venduta a Napoleone nel 1807.

Dove sono? Mi hai riconosciuto?

 

 Salone con il Ratto di Proserpina

Ciao, mi chiamo Galatea, sono una ninfa marina! Se guardi in alto, mi troverai.

Un tempo ero felice e innamorata, il mio cuore batteva per un giovane pastore di nome Aci. Purtroppo è morto e a ucciderlo è stato Polifemo, un gigantesco ciclope con un occhio solo. Io non contraccambiavo l’amore della creatura mostruosa, così lui inferocito di gelosia, ha preso un masso e lo ha scagliato contro il mio amato, uccidendolo sul colpo. Che esperienza terribile!

Caro amico non confondere quello che vedi con un affresco (pittura eseguita sull'intonaco ancora fresco del muro), il pittore Domenico de Angelis ha dipinto su una tela applicata a una tavola di legno, collocata al centro della volta negli anni ’70 del Settecento.

Dove sono? Mi hai riconosciuto?

 

 Sala con il David

Ciao noi siamo puttini, bambini piccoli di sesso maschile spesso con le ali, ma non sempre. Stiamo scorrazzando sulle pareti di questa stanza. Tra tutti, noi siamo i più originali, stiamo facendo le bolle! Siamo stati dipinti nel Settecento.

Dove siamo? Ci hai riconosciuti?

Di me non puoi non aver sentito parlare, mi chiamo Ercole (per i greci Eracle), sono famoso per la mia forza. Sono figlio di Zeus e della mortale Alcmena, e come prezzo per la mia immortalità ho affrontato 12 incredibili fatiche! Cerca un sarcofago e vedrai che mi sto battendo contro un leone, un drago e tante altre creature mostruose.

Dove sono? Mi hai riconosciuto?

 

 

 Sala con Paolina Borghese

Guardati intorno, non c’è solo Paolina, ci sono anch’io. Non mi trovi bella?

Mi chiamo Leda, sono stata regina di Sparta ed una delle mie figlie, Elena, ha provocato lo scoppio della Guerra di Troia. Zeus, il capo degli dei, si è innamorato di me e per potermi avvicinare si è trasformato in un cigno candido e sinuoso. Abbiamo avuto due figli: Castore e Polluce.

Dove sono? Mi hai riconosciuto?

 

 Ora torna indietro fino al salone con il ratto di Proserpina, sali in Pinacoteca e affacciati nella Galleria del Lanfranco

 

Ciao ragazzo, finalmente ti conosco! Che dici, ti piace la mia collezione? Sono Scipione Borghese, il nipote prediletto di papa Paolo V.

Sono un uomo forte, di potere e quando voglio una cosa trovo il modo per prendermela! Il mio ritratto è di Bernini, che ha descritto bene il mio carattere, ma forse è stato un pò furfante, non ha tralasciato alcun difetto. Guardami ho le rughe intorno agli occhi, un naso non perfetto, la bocca piccola e carnosa e anche il doppio mento!

C’è anche un altro Scipione, ma quello ha infatti una crepa all’altezza della fronte. Così il mio caro amico Bernini non lo ha finito del tutto e si è dedicato a scolpire me!

Dove sono? Mi hai riconosciuto?

 

Ciao nel salone del Lanfranco, ci sono anch'io la capra Amaltea, sto allattando Giove bambino e dietro di me c’è un piccolo fauno (divinità dei boschi).

A me e ai miei due piccoli amici ci ha dato vita un Bernini appena sedicenne. Sembra quasi che ci muoviamo e poi guarda la mia peluria lanosa, la morbidezza del corpo di Giove e la consistenza del mio campanello. Tanto giovane e già così bravo con il marmo. Lavora ogni superficie in maniera differente, utilizzando strumenti diversi: martello, piccone, raspa, trapano manuale e la gradina, che è una specie di pettine. Così noi creature fantastiche della mitologia sembriamo vere!

Dove siamo? Ci hai riconosciuti?

 

 Sala dell’Aurora (oltre la Galleria del Lanfranco)

Ciao, rispetto ai tanti personaggi che hai incontrato finora, io sono un giovane timido e riservato. Il mio volto dai lineamenti tanto delicati è rischiarato da un lume naturale. Mi ha dipinto (1530 circa) G.G. Savoldo, pittore lombardo che con cura ha descritto la mia figura, calibrando toni di colore e luce. Dicono che questo artista è stato un importante fonte d’ispirazione per il giovane Caravaggio, soprattutto per la luce.

Dove sono? Mi hai riconosciuto?

Noi siamo gli Apostoli, c’è anche Gesù. È un momento importante, è l’ultima cena! L’autore è il veneto Jacopo Bassano che, negli anni ’40 del Cinquecento, ci ha ritratti come un gruppo di amici semi addormentati in un’osteria, dopo un pranzo abbondante e grandi bevute. L’evento sacro è riprodotto come una scena di vita quotidiana, ci sono addirittura un cane e un gatto! L’approccio di questo pittore è un’importante fonte d’ispirazione per il giovane Caravaggio.

Dove siamo? Ci hai riconosciuti?

 

 Sala di Paride e Elena (oltre la Sala dell’Aurora, gira verso sinistra)

Ehi, dico a te, guardami! Non puoi fare altrimenti, ti sto fissando! Sono una ninfa dei boschi e anche se tutte le mie amiche stanno guardando la caccia che si sta svolgendo alle mie spalle con al centro Diana, io preferisco fare due chiacchiere con te! Spero di aver attirato la tua attenzione, perchè voglio raccontarti una storia curiosa. Il dipinto all’interno del quale mi trovo La Caccia di Diana (1616-17) è di Domenichino ed era destinato in origine al cardinale Pietro Aldobrandini. Ma quando Scipione Borghese lo ha visto, è rimasto talmente affascinato, che ha mandando in carcere per qualche giorno il pittore e ha fatto prelevare il dipinto dal suo studio. Un vero e proprio furto! 

Io e te sappiamo che un’opera d’arte non si ruba e deve rimanere nel luogo in cui è conservata. Ma immaginiamo solo per un istante che tu possa fare un scherzo a Scipione, quale delle sue meraviglie porteresti via con te?

 

 

 

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