Cerca le emozioni e troverai Bernini

Se oggi fosse un regista di cartoni animati, avrebbe firmato Inside Out

Nel Seicento con la sua innata capacità di comunicare Bernini (Napoli 1598 – Roma 1680) ridefinisce il volto della Roma barocca: dalla fontana dei Quattro Fiumi di Piazza Navona al colonnato di piazza San Pietro.

Scultore, architetto, ma anche pittore e scenografo, Gian Lorenzo eccelle in ogni disciplina perchè le sue opere d’arte, oggi come allora, provocano emozioni in  chi le guarda. Bernini non solo entra in relazione con lo spettatore, ma lo coinvolge emotivamente, stimola la sua immaginazione, la sua meraviglia.

Quel che vedi qui sono le opere di una artista appena ventenne! Scipione Borghese per affidargli il compito di realizzare dei gruppi scultorei a grandezza naturale doveva aver intuito le capacità di Bernini, che aveva già dato prova di sè ed era figlio di Pietro, che aveva già lavorato per la famiglia Borghese.

Ecco il suo primo gruppo scultoreo a grandezza naturale:

Enea, Anchise e Ascanio (1618-19)

C’è un uomo che porta sulle spalle un anziano ed accanto c’è un bambino.

Chi sono?

L’uomo è Enea, mitico eroe troiano, descitto da Omero nell’Iliade e protagonista dell’Eneide di Virgilio, e poi ci sono il padre Anchise e il figlioletto Ascanio.  

I testi classici raccontano che …

Enea sorpreso nella città di Troia dall'attacco dei Greci, fugge in mezzo alle fiamme con Anchise e Ascanio. La meta indicata dal Fato è il Lazio: dal troiano Enea avrà origine Roma.

Cosa mette in scena Bernini?

Il momento più drammatico: la fuga, chiaramente descritta dalla gamba piegata in avanti di Enea.

Cosa stringono tra le mani Anchiese e Ascanio?

Il più anziano porta con sè i Penati, dei protettori della famiglia, e il più piccolo tiene il fuoco sacro del focolare.

Bernini è un abilissimo narratore che descrive i dettagli con estrema verosimiglianza.

Quali particolari ti colpiscono?

C’è la gamba piegata in avanti di Enea che indica non solo il movimento, cioè la fuga da Troia,  ma anche lo sforzo dell’eroe che deve portare sulle spalle il padre. Guarda ora le ginocchia dei tre personaggi e confrontale. Per scoprire altri dettagli fai qualche passo intorno all’opera, ricordando che i gruppi scultorei di Bernini vanno visti girandogli intorno.

Cosa vedi da dietro?

Le tre schiene.

Oltre alle dimensioni, cosa fa la differenza?

Il modo in cui Bernini lavora le superfici del marmo, c’è la schiena paffutella del bambino, quella muscolosa dell’uomo maturo e quella con la pelle rilasciata dell’uomo anziano. Così l’artista dà vita ai suoi personaggi, rendendoli vivi!

Mettiti in gioco: Enea, Anchise e Ascanio cosa ti fanno pensare? E che emozioni ti provocano? Ci sono tante cose: gli affetti familiari, le difficoltà di chi è costretto a lasciare il proprio Paese per cercare fortuna altrove. Scegli due/tre colori che esprimono i tuoi sentimenti e fai un disegno.

Bernini non ci vuole tutti artisti, ma senza dubbio vuole stimolare la nostra immaginazione! Questo è solo l’inizio!

Procedendo oltre c’è una tra le soprese più spettacolari della collezione di Scipione:

Il ratto di Proserpina (1621)

Inizia a vedere l’opera sempre frontale e poi girale intorno.

Cosa vedi?

Ci sono un uomo e una donna. Lui cerca di stringere a sè lei che invece tenta di liberarsi dalla sua stretta.

Chi sono?

Plutone dio degli inferi e la ninfa Proserpina.

Il mito,tratto dalle Metamorfosi di Ovidio, racconta che

il dio del mondo sotterraneo in una delle sue salite sulla terra viene colpito da una freccia di Cupido e posando lo sguardo su Proserpina rimane affascinato dalla sua bellezza, così decide di rapirla per portarla con sè negli inferi e sposarla.

La madre di Proserpina, Cerere riuscirà a ottenere da Zeus che la figlia torni sulla terra per sei mesi l’anno. Con questo mito, un tempo gli antichi spiegavano l’alternanza delle stagioni.

Bernini sceglie sempre di rappresentare il momento che può rendere più drammatico, più teatrale, qui è la lotta.

Lo scontro è evidente nei due corpi che si uniscono all’altezza del torace di Plutone e poi prendono due direzioni opposte: verso destra e verso sinistra. Bernini sviluppa il movimento, nella rotazione di lei e nella posa di lui, senza tralasciare i dettagli.

I dettagli qui sono numerosi, ma uno è di particolare impatto, quale?

L’affondo delle mani di Plutone nel corpo di Proserpina è stupefacente, perchè Bernini ci fa vedere le pieghe provocate dalla stretta. Riesce a trattare il marmo, materiale duro e difficile da lavorare come fosse invece un materiale morbido e malleabile.

Incredibile! Ma osserva anche il resto, cosa vedi?

Il profilo dell’occhio di Plutone allungato dalla pressione della mano di Proserpina che preme sulla sua tempia, la barba di lui e i capelli di lei mossi dal vento, le dita dei piedi della ninfa contratte, perchè è un momento di tensione, altrimenti sarebbero distese.

E ancora l’espressione dei due personaggi, cosa dicono?

Plutone esprime forza e indifferenza, Proserpina disperazione, nello sguardo e nel particolare della lacrima che le scende dall’occhio sinistro.

Qui Bernini per la prima volta dà espressione ai suoi personaggi, cioè descrive le emozioni.

Ecco ora gira e osserva Cerbero, il cane a tre teste, il guardiano degli inferi, sembra fatto con un marmo diverso da quello di cui son fatti Plutone e Proserpina, non ti lasciare ingannare è sempre la stessa tipologia di marmo, marmo di Carrara.

Allora cosa c’è di diverso in Cerbero?

Il marmo è grezzo, poco lavorato per farci vedere la peluria del cane. Quindi Bernini lavora più o meno il marmo in base a quello che ci vuole far vedere.

Che strumenti adopera?

Utilizza diversi strumenti, qui lavora con la gradina, una specie di pettine. 

Se fai altri due passi puoi vedere in sequenza: il marmo ruvido di Cerbero, il marmo opaco del mantello e quello ben levigato di Plutone.

Di grande effetto il mantello che sembra vero, con tutte quelle pieghe che provocano forti contrasti chiaroscurali.

Ma qual è l’innovazione di Bernini?

Lui tocca e scuote le emozioni, oltre ad avere incredibili capacità tecniche come scultore.

Non è indispensabile conoscere il racconto di Ovidio per capire che ci troviamo di fronte ad una violenza di un uomo nei confronti di una donna.

Significa che indipendentemente dal soggetto rappresentato arriva quel che sta accadendo, qui risiede la più grande attrazione dell’artista.

Bernini illude, colpisce e stimola chi guarda.

Mettiti in gioco: prova tu a capire cosa ti trasmette. Se avessi a disposizione i personaggi di Inside Out, quale sarebbe il più adatto a esprimere la tua emozione?

 

Continua il tuo viaggio e troverai un’altra fiaba:

 Apollo e Dafne (1622-25)

C’è un giovinetto di una bellezza quasi femminea che sta rincorrendo una fanciulla dalle forme altrettanto delicate e sottili.

Chi sono?

Apollo dio del Sole e la ninfa Dafne.

Il mito, tratto dalle Metamorfosi di Ovidio, racconta che …

Cupido, indispettito dalla presunzione di Apollo convinto di poter conquistare Dafne, decide di punirlo, scagliando due frecce: una con la punta d’oro colpirà Apollo e lo renderà eternamente innamorato di Dafne; l’altra con la punta d’acciaio colpirà Dafne, così la ninfa rifiuterà eternamente l’amore di qualsiasi uomo.

Qui Bernini cosa ci fa vedere?

Apollo insegue Dafne che cerca di scappare, ma sente la mano dell’aggressore sul suo ventre.

Come reagisce la ninfa?

Impaurita apre la bocca per gridare e chiedere aiuto al padre. Il padre riuscirà a ottenere dagli dei la salvezza della figlia, ma in cambio verrà trasformata in pianta d’alloro!

Inizia sempre frontale e poi gira intorno al gruppo scultoreo.

Ecco la metamorfosi di Dafne in pianta d’alloro: nelle radici che si attaccano alle estremità delle dita dei piedi,  nella corteccia che inizia ad avvolgerle il corpo e ancora più in alto nelle mani già trasformate in foglioline di alloro.

E ancora tra i dettagli: un ramoscello fitto di foglie d’alloro tra i due corpi, il mantello di Apollo mosso dal vento, i sassi alla base.

Ma le sorprese non sono ancora finite, se guardi il gruppo scultoreo da dietro, manca uno dei due personaggi, quale?

Non c’è più Dafne, al suo posto c’è il tronco della pianta d’alloro.

Qui la trasformazione si è già conclusa.

Bernini vuole farci credere che la metamorfosi di Dafne si verifica nell’istante in cui le giriamo intorno, se da una parte è appena all’inizio e sul lato opposto è già finita. Così il racconto mitologico prende vita.

Secondo te Bernini rappresenta l’amore come nel Ratto di Proserpina o in maniera differente? Cosa ti trasmette, quale emozione?

Mettiti in gioco: Prova a realizzare la tua metamorfosi, fai un disegno, cogli delle foglie d’alloro nel parco e lavora di fantasia.

 

Dal racconto mitologico a quello biblico:

Il David (1623-24)

C’è un fanciullo che sta per tirare qualcosa, ogni muscolo del suo corpo è in tensione, tensione che arriva a massima espressione nel volto, nelle sopracciglia aggrottate, nello sguardo e nella bocca serrata.

Chi è?

David, il pastorello che sconfigge il gigante.

Nella Bibbia si racconta che …

David armato di una semplice fionda, uccide Golia, il temibile gigante dei Filistei in guerra con il popolo di Israele.

Simbolo della fede e del coraggio che trionfano sulla violenza bruta, la vicenda ha ispirato numerosi capolavori.  

Cosa sta facendo David? È diverso rispetto agli altri gruppi scultorei di Bernini?

Se negli altri lo scultore ci fa vedere sempre l’azione, qui non abbiamo l’azione, altrimenti ci avrebbe dovuto far vedere lo scontro di David con Golia, ma l’istante che precede l’azione. Momento di massima concentrazione in cui l’eroe raccoglie tutte le sue energie per poter dare il meglio al momento dello scontro con il nemico.

L’eroe bibblico è ritratto con tutti i suoi attributi, quali?

La fionda fatta di corda, la sacca dove tiene i sassi da lanciare contro Golia, a terrra l’armatura alla quale ha rinunciato per battersi più liberamente e alla base una lira, che David avrebbe suonato per avvertire il suo popolo che era stato liberato dall’invasore. Lo strumento musicale termina con una testa d’aquila, perchè lo stemma della famiglia Borghese è costituito da un’aquila e un drago.

Quali sono i modelli di Bernini?

Bernini doveva avere ottima e approfondita conoscenza del canone di bellezza degli antichi, della tradizione rinascimentale e del Michelangelo scultore.

Confronta David con il Discobolo di Mirone (V sec. a.C.) e con il David di Michelangelo.

Mettiti in gioco: prova a concentrarti tanto quanto David, fatti fare un primo piano e guarda quanto cambia la tua espressione. Poi stampa su carta la foto della tua faccia e trova le matite e i colori con i quali esprimere concentrazione.

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