Arcimboldo e le sue facce buffe: viaggio tra fantasia, burla e natura

Fiori, frutta, pesci, libri e altri oggetti compongono le facce buffe di Arcimboldo, l'artista che gioca con le meraviglie della natura!

Pittore milanese vissuto nel Cinquecento e conosciuto per le sue teste composte che non possono non stupire chi le guarda, Arcimboldo (1526 Milano -1593 Milano) era considerato dai suoi contemporanei "un uomo di acutissimo ingegno" e di "universale cultura", apprezzato sia per le sue qualità artistiche sia per i suoi interessi scientifici e tecnici. È un genio versatile: abile persino come ingegnere idraulico, come organizzatore di tornei, addirittura come inventore di linguaggi cifrati.

La mostra dedicata ad Arcimboldo, negli spazi di Palazzo Barberini fino all'11 febbraio, ripercorre le fasi della sua attività dagli esordi alla maturità. Inizia a scoprire il pittore e scoprirari come comporre la tua maschera

Il percorso inizia con l’Autoritratto di Arcimboldo, composto di rotoli e di fogli di carta sovrapposti.

Perchè il pittore si rappresenta componendo il suo volto con fogli di carta?

Arcimboldo vuole essere considerato oltre che pittore, anche poeta e filosofo.

L’Autoritratto è un logo che rivela la personalità artistica del suo autore, poliedrica, multiforme e costruita sulla capacità di associare e inventare.

Ora cerca di capire l’età dell’artista, ti sembra il volto di un ragazzo o quello di un uomo maturo?

Direi di un adulto. Se cerchi tra le rughe della fronte, scoprirari l’età esatta dell’artista: 61 anni. L’Autoritratto è del 1587, anno in cui Arcimboldo rientra a Milano, città che aveva lasciato all’età di 36 anni per trasferirsi a Vienna, alla corte degli Asburgo.

Gli esordi milanesi

Arcimboldo provenie da una famiglia di pittori. Si forma al fianco del padre Biagio, anch’egli pittore, nel cantiere del Duomo di Milano, realizzando  cartoni per vetrate, stemmi e altre opere minori.

Ad influenzare il giovane artista è l’atmosfera culturale milanese ed in particolare l’eredità di Leonardo che era stato il più celebre esponente del naturalismo, visione artistica basata sull’osservazione diretta della natura. 

Vasari racconta che Leonardo per dipingere una testa di Medusa su uno scudo, fa portare nel suo studio lucertole, ramarri, grilli e serpenti. Ad accendere l’immaginazione di Leonardo non è solo la natura, ma anche la testa umana. Il maestro è convinto che le fattezze di un volto mostrano vizi e virtù degli uomini.

Le cinque teste grottesche di Leonardo avranno una grande influenza sull’elaborazione delle teste composte di Arcimboldo.

Alla corte imperiale degli Asburgo

Arcimboldo, che probabilmente trova il modo attraverso committenti privati  di farsi conoscere fuori di Milano, nel 1562 viene chiamato alla corte imperiale degli Asburgo. L’anno successivo è nominato pittore di sua maestà reale, alle dipendenze dell’arciduca Massimiliano che succede al padre Ferdinando I come imperatore nel 1564.

A Praga Arcimboldo esegue ritratti di alcuni componenti della famiglia reale, presenti in mostra, e svolge anche le attività di un versatile artista di corte: disegna costumi e oggeti per feste e tornei e collabora con specialisti dell’oreficeria.

Proprio nella città di Praga, che ancora oggi è nota come 'città magica', si manifesta il suo stile inconfondibile. Arcimboldo elabora le teste composte nella serie delle Stagioni.

Immergiti nel nucleo più sbalorditivo della mostra, ed ecco come per incanto le teste buffe di Arcimboldo: le Quattro Stagioni (inverno, primavera, estate e autunno) e i Quattro Elementi (fuoco, aria, acqua e terra). Di cosa tratta? Sono teste o creature mostruose?

Sono teste composte con animali, fiori, frutta e ortaggi, scientificamente riprodotti. Entrambe le serie raffigurano busti visti di profilo che, posti gli uni accanto agli altri, si guardano reciprocamente. Creatore di meraviglie, Arcimboldo gioca con la fantasia e inventa cose belle e mostruose, buffe e ridicole.

Ora scopri tu le creature stupefacenti di Arcimboldo, per ciascuna cerca il particolare che ti rivelo e osserva i tanti altri elementi naturalistici che la compongono:

Se l’Inverno vuoi trovare tre funghi devi cercare

Se l’Estate vuoi trovare spighe di grano devi cercare

Se la Primavera  vuoi trovare rose e margherite devi cercare

Se l’Autunno vuoi trovare una botte devi cercare

Se il Fuoco vuoi trovare una capigliatura fiammeggiante devi cercare

Se la Terra vuoi trovare una guancia d’elefente devi cercare

Se l’Aria vuoi trovare un pavone devi cercare

Se l’Acqua vuoi trovare un orecchino di perla devi cercare

La varietà di specie animali e vegetali che convivono armoniosamente simboleggia la pace del regno durante l’impero di Massimiliano II e rispecchia il gusto capriccioso di Arcimboldo per tutto ciò che proveniva dalla botanica e dalla zoologia.

L’obiettivo principale di Arcimboldo è di guidare lo spettatore dalla forma della figura nel suo complesso ai particolari, che l’artista rende con estrema accuratezza. Sembra di vedere al microscopio ogni dettaglio.

Prima a Vienna e poi a Praga, che diventa nuovo centro culturale dell’Impero, Arcimboldo trova un ambiente favorevole dove gravitano medici, botanici, scienziati, astronomi e alchimisti.

Mettiti in gioco: prepara una bella maschera con frutta e verdura, proprio come dipingeva Arcimboldo!

Guarda attentamente il ritratto de “L’estate”:  che cosa rappresenta? Cosa usa l’artista per comporre il volto? Quali cibi o vegetali riesci ad individuare?

Per prima cosa disegna su un foglio un’ovale più o meno grande come la tua faccia: sarà la base della tua maschera. Completa la sagoma del volto con gli occhi.

Ritaglia dai giornali o dai volantini dei supermercati immagini di frutta, verdura, cibi in genere, fiori, foglie ... tutto ciò che può servire per completare il volto.

Con le immagini ritagliate puoi riempire la tua maschera. Quando avrai riempito tutta la sagoma, puoi fare i buchi agli occhi e attaccare dietro un elastico con l’agganciatrice.

Ora la tua maschera è pronta da indossare!!!

Le teste composte di Arcimboldo hanno un grande successo tra gli intellettuali dell’epoca che favoriscono  il proliferare della Wunderkammern.

C'è una sezione della mostra dedicata alla Wunderkammern, scopri di cosa si tratta?

Nel corso del Cinquecento le scoperte geografiche, i traffici commerciali con l'Oriente e lo sviluppo della scienza alimentano l'interesse per gli aspetti più curiosi dei regni animale, vegetale e minerale.

I signori dell'epoca custodiscono nei loro castelli veri e propri giardini zoologici e orti botanici. Si diffonde il gusto di collezionare ogni sorta di rarità: nascono in questo modo le cosiddette Wunderkammern (camere delle meraviglie) o Kunstkammern (camere dell'arte).

Queste gallerie sono piene di oggetti e macchinari ingegnosi: astrolabi, cannocchiali, orologi astronomici, uccelli impagliati, enormi conchiglie e mummie egiziane.

Arcimboldo frequenta volentieri queste collezioni di curiosità, perché può osservare da vicino animali e piante che poi dipinge nelle sue composizioni in modo estremamente realistico.

Insomma, lo spirito bizzarro che caratterizza le Wunderkammern non è lontano dal principio che anima le teste di Arcimboldo. Molti quadri del maestro, infatti, erano conservati proprio in questi luoghi di meraviglie.

Guarda gli oggetti preziosi, i libri di botanica, La Lepre di Hoffman e ritratti della famiglia Gonzalez, una famiglia nota all’epoca di Arcimboldo per irsutismo. Le corti rinascimentali avevano passione per nani e individui con caratteristiche curiose e bizarre.

La fantasia di Arcimboldo è un pozzo inesauribile di fantasia, oltre alle teste composte assembla le teste reversibili. Di cosa si tratta?

Una ciotola con verdure si trasforma in un ortolano: una natura morta capovolta di 180 gradi diventa un faccione burlesco che provoca stupore e divertimento.  

Guardando la testa da lontano si coglie la forma complessiva, con l’avvicinamento progressivo si apprezzano i particolari dei singoli oggetti o animali che la compongono.

Ognuno di essi – fiori, frutti, pesci, animali oppure oggetti – contribuisce al significato della rappresentazione, che si tratti di una professione, della caricatura di un individuo o dell’allegoria di una stagione.

Dopo i successi a corte Arcimboldo ritorna a Milano, dove i suoi dipinti vengono apprezzati per l’interpretazione della realtà. Entra così in rapporto con il nascente genere della natura morta della Milano di fine Cinquecento e tra gli artisti che in qualche modo hanno potuto assorbire il suo procedimento c’è il giovane Caravaggio.

Il gioco e la burla sono chiavi fondamentali per interpretare la cultura del Cinquecento, tuttavia gli scherzi di Arcimboldo non vanno letti solo come giochi seri, il suo metodo compositivo esplora numerose possibilità dalle teste composte a quelle reversibili fino ai ritratti dei mestieri che diventano ironiche caricature

Ed ecco le pitture “ridicole” a chiudere la mostra. Dopo quelle di Leonardo molti artisti lombardi si sono cimentati nel disegno di teste grottesche.

Il Giurista e Il Bibliotecario testimoniano il gusto e la fantasia di Arcimboldo, maestro del gioco e dell’ironia.

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